
Durante l’anno 2013, sono state concesse 10 borse di studio a 10 giovani donne: 2 di provenienza palestinese e 8 giordane.
I beneficiari della borsa di studio si impegnano a rimborsare il 50% del contributo totale, mediante un accordo firmato in via preliminare, e a lavorare per alcune ore al Campus: il lavoro, non retribuito, sarà valorizzato e detratto dal debito conseguito dalle borsiste.
Un comitato “per le borse di studio”, costituito in ambito universitario, determinerà l’ammontare da restituire e la scadenza per la restituzione del credito dopo la laurea, partendo dal presupposto che non tutti i laureati riescono a trovare un lavoro subito. Ciò permetterà, gradualmente, la costituzione di un fondo che consentirà ad altre ragazze di godere delle stesse opportunità.